Profumo di menta e di granita al limone

Racconto
Profumo di menta e di granita al limone

Da cameriere a delinquente affermato il salto di qualità, per Giovanni, era stato semplice e assai vantaggioso. In soli due anni il ragazzetto timido che amava arrampicarsi sui costoni rocciosi a picco sul mare era diventato un uomo le cui tasche, la domenica mattina, suonavano a festa con le campane del paese. Nessuno osava chiedergli cosa mai gli fosse successo, nemmeno la madre che in quell’omertoso paesetto del Sud Italia c’era sempre vissuta e sapeva benissimo come andavano certe cose. Anche suo nonno si era fatto uomo subito, un giorno camminava curvo con il suo secchio sozzo da rovesciare ai maiali e un altro sfilava tronfio per le vie del borgo con i suoi denti nuovi. Per un breve periodo Giovanni era stato sano, aveva giocato a pallone nella squadra del paese e frequentato la scuola alberghiera, aveva sognato e meriggiato all’ombra degli ulivi in fiore. Ma poi la malattia era sopraggiunta in fretta, la morte del padre e la disperazione della madre e dei fratelli avevano condotto alla sua porta facce avide e meschine. Il veleno si era diffuso subito. Giovanni, complice l’arrivo dell’inverno e l’assenza di turisti, non era riuscito a fermarlo, finché un giorno, armato di rabbia e di taglierino, era entrato in un ristorante.

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart